Premessa “CIAO! WOMEN” si rivolge ai bisogni specifici di donne adulte in relazione alle tecnologie per l’informazione e la comunicazione e all’apprendimento permanente. Ci siamo posti i seguenti quesiti: nell’ottica di elaborare proposte formative, formali e informali, destinate a persone adulte, in particolare donne, siamo certi di conoscere le esigenze e gli interessi di coloro che sono ancora lontani dal mondo di Internet e, in generale, dei computer? Siamo certi che useremo una terminologia che suona comprensibile anche alle orecchie delle destinatarie, che ci focalizzeremo su modalità organizzative o di contenuto comprensibili, interessanti, in grado di “agganciare” le future corsiste? Non correremo il rischio di presentare i corsi e le attività formative in un modo adatto a chi ha una percezione di un certo tipo della tecnologia ma esclude chi non ha dimestichezza con la tecnologia, anche la semplice dimestichezza di chi è cresciuto in un’era in cui parlare di computer era cosa normale? Gli stereotipi legati alla relazione fra donne e uso delle tecnologie non corrono il rischio di influenzare chi programma attività formative? Il progetto vuole raggiungere donne adulte che non hanno una competenza specifica nell’ambito delle TIC per capire quale immagine hanno delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, allo scopo di elaborare materiale di supporto utile a chi voglia organizzare attività formative/informative rispondenti ai loro reali interessi e soprattutto presentate e strutturate in modo da fare riferimento al linguaggio e al tipo di conoscenza che queste persone hanno. Da indagini effettuate dai partner nel corso di un precedente progetto (CIAO! Communication via It for Adults Online) è emerso infatti che quanto hanno in mente le donne di una certa fascia di età che non hanno dimestichezza con le TIC è abbastanza lontano dall’immagine che hanno coloro che hanno questa conoscenza.. L’intervista cui hanno risposto le 50 persone contattate nel corso del precedente progetto è stata elaborata in modo da evitare “gabbie verbali” che costringessero le persone a dare risposte limitate. Infatti non sapevamo quali nostri eventuali preconcetti avrebbero potuto filtrare nelle domande e influenzare
le risposte. Le interviste ci hanno fatto capire l’importanza di condurre ricerche approfondite, con strumenti e risorse adeguati, al fine di indagare sulla percezione che hanno di Internet gli adulti, in particolare donne, che non hanno particolari, specifiche conoscenze nel settore. Molte fra le risposte ricevute, ad esempio, sembrano chiaramente mutuate da informazioni che circolano sui mass-media, inevitabilmente generiche e confuse, sia in senso positivo che in senso negativo. L’impatto che i mass-media possono avere nel promuovere un uso realistico e consapevole di Internet è notevole: è ipotizzabile arrivare a definire delle “buone prassi” sensibili ai discorsi di genere? La sensazione generale che affiora nella lettura delle interviste effettuate è quella di un approccio positivo, di grande interesse e disponibilità nei confronti di Internet. Ciò costituisce uno stimolo a pensare a elaborare proposte che includano, invece che escludere, il target femminile in questo tipo di informazione, mettendo a disposizione non i classici corsi di
alfabetizzazione al computer, ma modalità formative e contenuti che promuovano il passaggio dall’analfabetismo informatico a un approccio volto direttamente a ciò che il computer e il suo uso rappresenterà nel prossimo futuro. Concetti come wearable computing, identità molteplici e differenziate, ecc. sono tutti temi attuali per chi si occupa di computer a livello professionale, ma ancora lontani dalla programmazione classica della formazione per adulti, in particolare donne.
Obiettivi del progetto
Il progetto ha tre scopi: 1) sviluppare percorsi che facilitino la creazione di corsi di formazione che tengano conto dei specifici aspetti legati al genere. 2) cambiare l’immagine della donna adulta e del suo rapporto con la tecnologia agli occhi dei media e dei comunicatori, aiutandoli a sganciarsi da una visione obsoleta che non corrisponde, stando ai risultati preliminari ottenuti nel precedente progetto, alla realtà; 3) pensare la formazione (formale e informale) in un’ottica avanzata, che faccia fare un salto nel percorso di apprendimento, oggi troppo spesso legato a modalità di uso del computer orami tradizionali e obsolete, legate a un uso elementare dei principali software per la scrittura e il calcolo e la comunicazione. Proiettare direttamente le donne in scenari avanzati che sfruttino le possibilità offerte dai computer di oggi e del prossimo futuro, non ancorandole a modalità di apprendimento e di conoscenza ormai obsolete, contribuendo così ad abbattere barriere di genere e culturali che ostacolano l’accesso delle donne a carriere in ambiti collegati alla tecnologia
Attività
Analisi dell’immaginario nei confronti del mondo delle TIC di donne adulte. Tramite interviste biografiche condotte nei vari paesi partner del progetto, sarà possibile indagare quali sono i pregiudizi, gli stereotipi, le false credenze che ostacolano l’approccio all’uso delle ICT di questo gruppo. I risultati ottenuti a livello nazionale saranno confrontati in una analisi comparativa che, viste le significative differenze di partenza, permetterà di ottenere una panoramica completa del tipo di bisogno e delle possibili soluzioni. I partner individueranno in un secondo tempo le principali riviste che si rivolgono a un target femminile adulo
e le analizzeranno al fine di identificare come le tecnologie, in particolare le TIC, vengono rappresentate. Saranno identificati gli schemi ricorrenti, la terminologie, le immagini di riferimento, al fine di identificare se e come l’immagine fornita contribuisca a inibire o limitare l’avvicinamento alla tecnologia da parte di donne adulte.
Approccio metodologico La metodologia progettuale si ispira a una filosofia che considera la differenza di genere e di sesso in un’ottica capace di ribaltare l’idea di uno svantaggio (femminile) da rimontare o di un’estraneità delle donne ai processi innovativi portati dalle tecnologie in generale e dalle TIC in particolare. In “Educare nella differenza” (Anna Maria Piussi, cur, Rosenberg & Sellier) il gruppo più rappresentativo in Italia
della pedagogia della differenza sessuale e di genere, e il cui contributo ha ispirato molte esperienze europee, ha sostenuto la rilevanza pedagogica e filosofica di una libera interpretazione della differenza di genere, vale a dire la competenza a far leva su desideri e bisogni piuttosto che su rappresentazioni sociali e ruoli espressi nella costruzione sociale attorno alle differenze di genere. Si tratta infatti di fornire metodologie adeguate per distinguere la costruzione sociale che vede disuguaglianza e discriminazione femminile in rapporto alle tecnologie e le risorse che sono invece già disponibili a diventare competenze spendibili e disponibili per le donne adulte. Nel corso della ricerca elaboreremo strumenti, pratiche e tecniche capaci di riorientare l’approccio obsoleto tra donne e tecnologie impiegando un approccio di ‘biografia/progetto’: una metodologia già sperimentata con successo dal gruppo svizzero Effe (Espace de Femmes pour la Formation et l’Emploi) che ha il merito di inserire l’impiego delle tecnologie in un contesto Biografico (impiego delle interviste di profondità e narrativa). al quale segue un Progetto legato alle traiettorie singolare delle adulte. Dal contesto biografico si parte per articolare l’apprendimento in una cornice di Progetto lavorativo o esperienziale, capace di motivare in modo non esteriore grazie alla messa a fuoco di una progettualità personale e/o lavorativa pensata dalle donne stesse. Sarà così possibile ipotizzare direttamente un modo più innovativo di ripensare al rapporto donne-tecnologie avanzate.
Contatti
I Partner italiani del progetto
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